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lunedì, 24 settembre 2007
E' abbastanza un periodo di merda. E' tutto incerto e non ho nessun appiglio a cui aggrapparmi, neanche me stessa, l'ultima àncora che in realtà è stata la prima a venir meno. Dappertutto mi sembra che ogni particolare vissuto finora stia svanendo, complice anche il mio imminente trasferimento in una città che non conosco, tra persone che non conosco, a studiare delle lingue che non conosco in un'università che non conosco. Lo odio, lo detesto, vorrei essere impegnata a tradurre una versione di greco pur di essere ancora avvolta dalla banalità e dalla prevedibilità degli orari scolastici, delle campanelle e delle assemblee di Istituto. Sapevo che l'eventualità di riampiangere quanto appena concluso sarebbe stata possibile, pur se remota, e ora sbatto contro quella che è diventata una certezza. Tra l'altro non mi aspettavo sarebbe arrivata così presto, damn.
In primis la mia intenzione, implicata dal trasferimento altrove, era di liberarmi dell'impressione che le persone attorno a me avevano tratto dalla sottoscritta (mi sono riscoperta pirandelliana), cosa che invece dovrà aspettare: invitata alla festa della matricola della Luiss al Piper preferirò invece evitare di andarci a causa della presenza di una mia compagna di classe che quasi-detesto, o che mi è diventata quasi-insopportabile con la sua lunaticità e la sua fissa ricerca di un partner del sesso opposto (continuo a chiedermi perchè esistano tante donne che non riescono a fare a meno di un pene, nella loro vita): fortuna che una novità della mia pseudo-nuova vita è il poter rifiutare maleducatamente inviti da parte di persone che conosco. Non mi va di stare ancora con loro, punto; già lo stare in casa (e in camera) con una mia compagna di classe è aberrante, fortuna che è la più tranquilla delle realtà umane che ho incontrato sul mio tragitto, bih.
In più, un ilare dettaglio del mio futuro : non sono ancora sicura della città dove andrò. Il fatto è che andare a Roma rappresenta per me una sfida che è il momento di affrontare : studio una lingua che mi porterà oltreoceano, e non adattarmi ad una realtà così vicina e così simile alla mia non sarebbe certo un buon presupposto per una futura vita altrove ancora più lontano. Andare a Napoli, invece, equivarrebbe ad abitare da sola in una città dove sarei davvero circondata da sconosciuti, in quanto a Roma un minimo di conoscenze le ho. Sto sbagliando a scegliere la sfida più difficile da affrontare? Sto sbagliando a basarmi solo sul tasso di estraneità della realtà che mi circonderà.
Boh. Mi sembra di non sapere nulla, quasi torno a correre per casa urlando 'Non so nullaaaah' in preda all'isteria come in periodo di maturità.
Per casa. Ma quale casa? Non ho neanche più una casa! Odiose traversie legali forse non ci faranno entrare tra quelle quattro mura ancora più in Culonia rispetto a dove abitavo in precedenza, probabilmente ci ritroveremo con soldi in più e una casa in meno senza sapere dove andare.
Basta, credo di aver perso la voglia di scrivere. Almeno di qualcosa sono certa.
Owl @ 17:44
commenti (3)
martedì, 11 settembre 2007
Non è che sia stanca : intendiamoci, è da quando abbiamo terminato il trasloco che ciondolo avanti e indietro, impegnata unicamente con la scuola guida nel pomeriggio, passando da un divano ad una scrivania ad un tavolo da pranzo con un'indolenza degna di un bradipo. Ma vivere senza Internet è tremendo: mi annoio terribilmente, non posso aggiornare tutto quel che mi tiene occupata online (gdr, e-mail, blog vari che seguo - Zoe, Pulsatilla, Margherita F. -, DeviantArt), e conseguentemente non so come occupare le mie vuote, vuotissime mattine, ora che ho DivX almeno potrò vedere gli episodi di Heroes che mi mancano (quanto fa pena il doppiaggio italiano da 1 a 10? 26? Sigh). Carlo mi ha offerto ospitalità per oggi ma non so quanta faccia tosta avrò per richiedergli di farmi scroccare la linea a casa sua, in più non mi va di costringere la madre a cucinare per me ogni volta. Insomma, uff.
Ma quanto fa schifo la programmazione degli anime del pomeriggio? Buh.
Odio dover parlare di università con chiunque incontri: non che la prospettiva di trasferirmi non mi vada giù, anzi, non vedo l'ora, ma mi rendo conto di essere una delle poche a non aver intrapreso una decisione che non consista in un compromesso tra ciò che piace e ciò che serve, e mi irrita dover sentir parlare con poco entusiasmo gli altri di quel che hanno deciso di studiare. Mi sembra che tutti abbiano sottovalutato la cosa : cazzo, si tratta di quello che faremo per il resto della vita e non può trattarsi di qualcosa di frustrante o di noioso. Io non vedo l'ora di cominciare a studiare qualcosa che mi interessa mentre gli altri accolgono il tutto con stupida rassegnazione, lo odio. Ultimamente ho questo irritante senso di intraprendenza che mi spinge a vedere tutto come una sfida, in senso buono, e lo adoro; mi dà sempre più fastidio sentir parlare di gente che rimane fuori corso, o di gente della mia età che si rassegna a fare qualcosa che possa limitarsi a procurargli il pane, ho un insano istinto di riempirli di botte, insensati perdigiorno, grrrr.
L'esperienza al collegio a Roma fu ABERRANTE, ANGOSCIANTE, PESSIMA. Lo staff della direzione non era composto da gente di chiesa ma direttrice, vicedirettrice e segretaria avevano, in tre, l'anello dell'Opus Dei, quell'associazione inquietante di cui non mi è ancora chiaro il compito, per non parlare dei motivi della sua esistenza, poi (mantenere quell'aria di truffaldino intorno al Vaticano che i credenti si ostinano ad ignorare?). Il collegio ha una sola tv, che si trova nella sala comune, e che si può vedere soltanto se il programma desiderato interessa tutte le residenti; non si può scendere in sala comune se si hanno indosso fuseaux, tuta, canotta o minigonna; le camere sono dei buchi, il mobilio non si può spostare e non si può appiccicare nulla ai muri o agli armadi; le residenti organizzano delle attività culturali obbligatorie, che anche se non interessano richiedono la partecipazione obbligatoria (vicedirettrice : E cosa fate se avete degli esercizi per il giorno dopo e la stessa sera c'è l'attività culturale? Fate le ore piccole!). Insomma è un lager, e dire che sono fuggita correndo è un eufemismo. Fortunatamente ho traviato altre dissidenti tra le partecipanti allo stage con cui ora sto cercando un appartamento, e lunedì prossimo sarò a Roma con la mater a cercare un buco in cui poter gettare quanto di inutile ha affollato, finora, la mia stanza qui in Culonia. Quasi tutte le ragazze che erano con me per affrontare quei due penosi giorni di stage erano in gamba e interessanti, ho adorato passarci del tempo insieme. Giulia è di Trieste, sarà in casa con me e studia qualcosa legato allo spettacolo il cui nome preciso mi sfugge - mi sfuggirà ancora a lungo, temo -; Marcella è di Reggio Calabria e studierà con me, nella mia stessa facoltà - ma va? - !, oltre a stare in casa con me e Giù; le altre erano Jandira, angolana ma da dieci anni a Roma, che dopo l'ultimo anno di liceo andrà in college a Manchester, dove sua madre lavora come assistente sociale: il suo sogno è diventare pediatra e lavorare con Medici senza Frontiere; Camille, marsigliese e futura pittrice, adepta dell'Accademia di Belle Arti: il suo sogno è creare un ciclo di terapie riabilitative per bambini disadattati che consista nel portarli fuori in barca a scoprire culture e posti nuovi; Bonza, amica di Marcella nonchè oscura allieva della Luiss: il suo sogno mi è ignoto; più altri individui del sesso femminile che mancherò di citare in quanto irritantemente piatte, blh.
Per eventuali nuove, stay tuned. A lungo, però, che mi sa che io e la tecnologia saremlo lontane per un bel pò, fino a data da definirsi - whattapain -.
metropoli, here we come.
[EDIT] Troppo tardi per fingere di non aver dimenticato che oggi è l'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle e fingermi mediamente impegnata nel disquisire al riguardo? Gggggià. [/EDIT]
Owl @ 17:09
commenti (5)
sabato, 01 settembre 2007
[EDIT] Mi sono fatta il Flickr. Potete accedervi cliccando sul badge presente scorrendo nella colonna di sinistra. [/EDIT]
Please go on with your Danish reports! I so enjoy reading them, and, most of
all, I've got this strange habit of reading at high voice in English, so it
becomes twice fun if it consists in reading something interesting.
Laura, Italy
P.s. It's awesome reading about the differences between Europe and US, I
knew most of the curious stuff you've mentioned and there's more than half
of it here in Italy too.
Owl @ 14:53
commenti (3)